Smart working: cosa accadrà dopo il 31 marzo 2022?

Prima dell’emergenza covid il lavoro agile era disciplinato in modo completo dalla legge n. 81/2017, con regole per tutte le forme di svolgimento della prestazione flessibili rispetto all’orario e al luogo.
Ai sensi di tale legge, per l’adozione dello smart working è necessario un accordo scritto tra datore di lavoro e dipendente, dai seguenti contenuti minimi: durata; preavviso di recesso; modalità e tempi per l’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali (con particolare riguardo agli strumenti tecnologici utilizzati e al rispetto del diritto alla disconnessione per il lavoratore); potere di controllo e disciplinare. Garantita è la parità di trattamento normativo e retributivo degli smart workers rispetto ai loro colleghi, come l’adozione delle adeguate norme di sicurezza, oltre alla tutela in caso di infortuni e malattie professionali (istruzioni operative nella circolare INAIL n. 48/2017).
Durante l’emergenza covid, ossia nel periodo 2020-2021, il Governo ha emanato vari decreti per facilitare l’adozione dello smart working al fine della prevenzione del rischio da contagio, introducendo nuove regole rispetto alla legge n. 81/2017 ed una procedura semplificata per la comunicazione dell’inizio del medesimo al Ministero del Lavoro, senza più la necessità di un accordo scritto individuale con il lavoratore: le aziende semplicemente hanno potuto adottare lo smart working, inviando al Ministero comunicazioni massive di collocazione di determinate categorie di propri dipendenti in lavoro agile.
Ciò è valso e vale senz’altro fino al 31 marzo 2022, ossia sino all’attuale data di fine dello stato di emergenza: cosa accadrà dopo tale data?
Il Governo, con un recente decreto, ha prorogato l’attuale regime sino al 30 giugno 2022, nel settore privato e per i lavoratori fragili, pertanto le attuali regole semplificate sul lavoro agile (ossia senza la necessità di accordo individuale tra datore di lavoro e lavoratore, oltre alla procedura semplificata di comunicazione della collocazione del lavoratore in lavoro agile, mediante l’invio dell’apposita modulistica attraverso l’applicazione informatica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali) resteranno in vigore anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria.
Inoltre, il Parlamento sta attualmente lavorando ad un disegno di legge per modificare la normativa vigente generale sul lavoro agile che dovrà essere approvato entro il prossimo 30 giugno.